antonellaquattrone
Antonella Quattrone è nata a Reggio Calabria .
Ha frequentato il Liceo Scientifico Sperimentale presso l’Istituto “San Vincenzo de’Paoli“ in Reggio Calabria ed il corso di studi universitari, presso la facoltà di Scienze Politiche, di Messina.
Vive e lavora a Reggio Calabria. Ha partecipato a diversi concorsi letterari , anche tramite il Web, di poesia inedita tra i quali il premio “Sillogi inedite Gilda Trisolini ” presso il circolo culturale Rhegium Julii, il premio poesia inedita associazione culturale “Anassilaos” ed altri concorsi.Ha pubblicato da poco il suo primo libro : "L'infinito definito" (Viaggi nella poesia attraversdo l'anima) (Il mio libro, Gruppo L'Espresso Spa Editore).
La lettura e la scrittura sono fondamentale motivo di vita per lei, in particolare la poesia.
La poesia per Geralda Antonella è percorso profondo d’anima, ponte invisibile tra lo scibile ed il trascendente! Essa è collegamento tra il metafisico ed il pensiero filosofico, tra l’etica e la mistica comprensione che va al di là dell’umano intendere.
Le sue poesie sono sempre viaggio profondo sulla strada dell’anima , una strada che lei definisce : “tessuto pregiato dell’essere”.
Conoscersi, scoprirsi, approfondirsi è questo il motore che alimenta il processo volto ad estrapolare meglio in versi ciò che è insito nell’anima della poetessa e che dà timbro alla produzione poetica della stessa.
La poesia è vita, è modo vivo di interazione, proiezione con se stessi, introspezione divulgata in versi, condivisione pura con gli altri, è serio sentire e percepire di temi civili , d’amicizia, d’amore.
Nonostante tutto la poesia deve anche essere “l’art pour l’art”, poesia come impassibilità e valore assoluto , pudica ed eletta, serena, distaccata , fine a se stessa e fascinosamente vicina al raziocinio comune ed alla logica di molte passioni urgenti.
Un concetto quello Parnassiano un pò lontano ed ossimorico, rispetto al pensiero portante della poetessa, legato a quello del romanticismo e distante dall’eredità del grande razionalismo francese, lasciato all’umanità dal Parnassianesimo.
Ma sappiamo bene che quell’assurdo distacco dalla vita ,quell’impassibilità, rispetto a ciò che ruota intorno a noi , tipico del Parnassianesimo e che paradossalmente finì col capovolgere la caratteristica poetica dello stesso movimento, tanto da passare dall’arte staccata dalla vita, all’arte e la vita come binomio perfetto, nitido e assoluto nel rappresentare il linguaggio della poesia.
Quell’impassibilità e lo stacco da tutto ciò che è rappresentativo della vita non può essere diametralmente opposto e separato da ciò che è legato alla vita stessa.
La poesia è meccanismo naturale del linguaggio che riesce a trovar voce ed espressione sinergica attraverso il sentire dell’anima, unica eletta sensibile,unico ponte esistente per cogliere e tradurre gli accadimenti del vivere in versi.
Non si decide di divenire poeti o scrittori, piuttosto nel mentre si è calati a camminare lungo il sentiero della vita, si è chiamati ad imparare ad ascoltare l’anima e le sue sentinelle, che ci rendono sensibili nei confronti di ciò che intorno a noi vive, muta, progredisce, la società, il mondo, la vita. Ci si “autoeduca” ad ascoltare e convertire i viaggi introspettivi,le riflessioni di cui essa è suggeritrice, in poemi, tracce di pensiero, novelle.
Affascinata dalla Filosofia, ed in particolare da uno dei più importanti contributori e padri fondatori del Romanticismo, Karl Willhelm Friedrich von Schlegel, la poetessa impronta in tal senso il proprio percorso introspettivo, fattore determinate del carattere della sua produzione poetica.
La poesia secondo Antonella è tramite inalienabile tra ciò che è intangibile, impalpabile, eppur ci determina, ci qualifica, quindi tra l’anima ed il mondo materiale esterno.
Poesia non solo come motivo creatore della forma estetica del linguaggio e di produzione artistica, che in Antonella molte volte trova il Quid, dell’opera stessa, attraverso l’ispirazione proveniente da altre fonti artistico-figurative (Quadri, fotografie etc), ma soprattutto voce concessa all’anima per poter affrontare ed interagire con il mondo esterno, indi col tessuto sociale, i problemi che ad esso sono legati e le riflessioni facenti parte del vivere quotidiano.