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Emme Debi

Sicilia

Vivo dissipando la mia forza,
pratico rinunce,
mastico obbedienza.
Veglio il mio dolore.
Sentirmi peso lieve, ricamo inutile.
Mi assomiglio a quell' attimo in cui anche un orologio fermo segna l' ora esatta.
Mi penso altrove,
impasto silenzi,
dissipo i miei alibi,
setaccio sogni,
ricamo speranze,
sminuzzo la realtà per amarla meglio.
Mi turba il quieto andare del cuore.
Non so tacere il male.
Non riesco mai a saziarmi delle cose che so che presto mi mancheranno.
Amo il mormorio di mare, essere riva.
Contrasto l' odore dell' assenza,
il sapore dell' indifferenza-impazienza,
la misura della distanza.
Vado per luoghi dove la parola si smargina.
Attraverso spazi epurati dalla finzione,
e riposo dove l'ombra morde la luce della verità.


Ogni sera mi prometto il mattino.


Credo che un blog sia uno dei metodi meno dolorosi dello “strinarsi” le dita per avere una bella scrittura!
Anzi, mi chiedo se non scriva meglio così.
La cosa peggiore è che ora faccio una certa fatica a tenere in mano la penna.

Emme Debi©