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Biografia

Ricordo l'emozione di quel giorno, quando mi venne regalata la prima macchina fotografica avevo solo 14 anni. Penso sia stato il più bel regalo della mia vita, un canale dove concentrare e trasmettere le emozioni che mi suscitava tutto ciò che mi circondava. L'ansia di quanti scatti mi restavano, la ricerca della luce giusta, il dettaglio in primo piano, i soggetti in movimento. Era una ricerca continua di un autodidatta che impara a colpi di pellicola per poi arrivare allo stupore ma anche alla delusione del momento dello sviluppo. Nel percorso della mia adolescenza sentivo questo mondo, dove il tempo si poteva fermare in uno scatto, sempre più mio così iniziai ad interessarmi a chi della fotografia ne fece una vera e propria arte come Capa, Newton, Warhol, Caravaggio di cui amo l'utilizzo della luce, che fa da protagonista mettendo in risalto scene e soggetti lasciando sempre un buio profondo, enigmatico. Philippe Halsman con i suoi ritratti e la collaborazione con il genio assoluto Salvador Dalì inserirono la corrente surrealista nella fotografia. Finì per amare questo strumento e decisi che questa era la mia vita, il fotografo era non più un hobby ma doveva diventare il mio lavoro. Iniziai così come apprendista presso fotografi professionisti ma la mia strada era oltre il fotografo matrimonialista di quegli anni io avevo voglia di sperimentare, affinando giorno dopo giorno la tecnica e guardando il mondo da un'altra prospettiva. Continuando il mio percorso mi sono sempre lasciato andare alle emozioni che mi assalivano durante un tramonto, davanti un gelido lago innevato all'alba dove le uniche orme sulla neve sono quelle di una volpe o un cinghiale, un volto stanco segnato dalla fatica e dal tempo ma anche da momenti unici come gli occhi lucidi di una sposa all'altare o magari anche quel particolare che fa di un portone vecchio qualcosa di unico e ricercato. Come quasi tutti i fotografi iniziai la mia scalata con i matrimoni e cerimonie, qualche pubblicazione in alcuni periodici e quotidiani. Poi improvvisamente mi resi conto di essere bloccato, strozzato da una mentalità stretta, visivamente pochi stimoli così mi sono preso un po' di tempo per riflettere ed elaborare nella mia mente nuove strade non perdendo mai di vista il mio percorso.
Negli ultimi anni, dopo significativi cambiamenti ed una percezione diversa dello spazio ho avuto una spinta creativa che mi ha motivato ad esplorare nuove strade e collaborazioni rimettendomi in gioco con nuovi obbiettivi da raggiungere.